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Lega e M5S impediscono la ricostituzione del CQIE al Senato.

Ecco il cambiamento: la maggioranza Lega-M5S ha abolito oggi il Comitato delle Questioni degli Italiani all’estero del Senato.  

Dopo aver ritardato per un anno la votazione della mozione di ricostituzione proposta con i colleghi Giacobbe, Garavini, Alderisi ed altri, hanno gettato la maschera e votato contro, con il Governo che neutralmente si affidava all’aula.

Gli elettori all’estero devono sapere cosa fanno dei loro voti queste forze politiche: li utilizzano per sminuire le conquiste istituzionali di quasi sei milioni di Italiani iscritti all’AIRE, il dieci percento della popolazione italiana.

Votare contro la ricostituzione dell’unico consesso a noi dedicato, attivo nel Senato da ben quattro legislature repubblicane, è l’atto politico più ostile perpetrato contro gli Italiani all’estero dal 2001, ovvero da quando Forza Italia è stata strumentale nel dargli finalmente riconoscimento istituzionale. Spacciare una “indagine conoscitiva” della commissione Esteri come sostitutiva del CQIE è un trucco di basso livello (per le ragioni già esposte e riportate in calce) che vale solo a definire la mancanza di rispetto di questa maggioranza giallo-verde nei confronti della comunità degli Italiani all’estero.

Non permettere ora l’esecuzione di un piano della maggioranza contro i diritti politici degli Italiani all’estero-che passa anche per la drastica riduzione dei parlamentari della Circoscrizione Estero ed il mancato rifinanziamento dei capitoli di bilancio a noi dedicati- resta la nostra missione, al centro del mandato elettivo conferitoci dagli elettori ai quali abbiamo chiesto fiducia: noi, a differenza di questi altri, non li tradiremo.

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Secondo Fantetti, “l’iniziativa di una “indagine conoscitiva” sugli Italiani all’estero da parte della Commissione Affari Esteri ed Emigrazioni del Senato non può in alcun modo sostituire il CQIE per diversi rilevanti motivi”. Senza contare, aggiunge il parlamentare, che “invero, una garanzia verbale era stata data ai nostri massimi vertici istituzionali circa la non incompatibilità delle due iniziative ma, pur avendo una volta ottenuto il via libera a tale “indagine” lo scorso dicembre, la maggioranza persiste nell’impedire la ricostituzione del CQIE. E di questo mancato rispetto degli impegni intendiamo dare piena informazione ed i responsabili dovranno rendere politicamente conto alla comunità degli elettori della Circoscrizione Estero (che ci hanno votato anche per rappresentare le loro istanze in quello specifico contesto istituzionale)”.
Tre le ragioni, secondo Fantetti, della necessità del Comitato.
La prima è che “gli italiani all’estero non rientrano nel mandato della 3* Commissione permanente perché non possono essere considerati come meri migranti. In quanto iscritti all’A.I.R.E. sono residenti all’estero. Sono già emigrati e la stragrande maggioranza di loro lo hanno fatto all’interno di uno spazio economico-politico europeo che notoriamente non discrimina i cittadini in base ai loro spostamenti nel territorio comune. Sono ben altre le emigrazioni, verso l’Italia, cui la 3* Commissione del Senato è tenuta a rivolgere il proprio prioritario interesse, specie in questa fase storico-sociale della vita del Paese!”.
In secondo luogo, prosegue il senatore, “la comunità degli iscritti AIRE è in crescita tumultuosa e consta oggi ufficialmente di oltre 5,3 milioni di concittadini: tuttavia, secondo diverse autorevoli fonti (comprese quelle ufficiali di Paesi Esteri) il dato è molto sottostimato e quindi si tratta di almeno il 10% dell’intera popolazione italiana. È dunque di palmare evidenza che una “indagine conoscitiva” non può costituire uno strumento in alcun modo idoneo a comprendere la complessità della materia, anzi, risulta una vera e propria “diminutio” dai caratteri financo offensivi”.
Infine, “gli eletti all’estero – che in quanto espressione diretta e democratica del territorio sono perfettamente in grado di colmare da soli ogni esigenza informativa/conoscitiva sulla materia da parte degli esimi colleghi – fin dall’inizio della legislatura hanno richiesto sia alla Camera dei Deputati che al Senato della Repubblica la costituzione di una apposita commissione bi-camerale per poter più efficacemente raccordare la specifica azione legislativa nel sistema bicamerale perfetto italiano”.

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